Come già anticipato, questa scena orrenda fa parte della quotidianità dei mattatoi (e bisogna sottolineare che, nel caso del mattatoio in questione, si tratta di una cosiddetta «impresa modello», il che lascia presumere che altrove si proceda in modo ancora più brutale): 6 dei 30 animali anestetizzati in un’ora con il proiettile captivo si sono risvegliati.

Una rielaborazione del video (che è stato trasmesso da alcuni magazzini televisivi in Germania), durante la quale sono state aggiunte alcune sequenze finora non mostrate, hanno portato alla luce altri dettagli orripilanti: «Nella nuova versione si vede che il toro non urla soltanto mentre si contorce nell’agonia per tanti minuti. Quando il macellatore sta cercando di pulire se stesso e la sala di macellazione eliminando il sangue copioso con un tubo dell’acqua, l’animale tormentato, allo stremo delle sue forze e a lingua penzoloni, tenta disperato di chinarsi verso il getto d’acqua. Le riprese documentano chiaramente: gli animali sono completamente consci. Percepiscono ancora il loro ambiente mentre vengono tagliati sul nastro e ridotti a pezzi di carne.»

Si può richiamare il video all’indirizzo: http://www.tierrechtsfilme.at/langfilme/bruellen_der_rinder/film.htm

Oltre allo scandalo permanente della mancanza di controlli e dell’anestetizzazione a cottimo (!) un motivo attuale per l’anestetizzazione insufficiente con proiettili captivi sono le modifiche dei metodi di macellazione dovute a BSE: a partire dall’inizio dell’anno 2011 nell’UE è vietato l’uso dei cosiddetti «coltelli per macellare» perché in questo modo si potrebbe distribuire tessuto nervoso potenzialmente infetto su tutta la carcassa. Quell’asta si inseriva nel midollo spinale attraverso il foro di entrata del proiettile per cui la morte cerebrale era irreversibile ed era garantito che l’animale non sentisse più alcun dolore. Ingrid Schütt-Abraham dell’Istituto federale tedesco per la tutela sanitaria del consumatore e medicina veterinaria spiega che rinunciando ai coltelli per macellare i risultati insufficienti sarebbero stati programmati. D’altro canto questa rinuncia ha reso noto che esistono anestetizzazioni non riuscite, come constata il veterinario Karl Wenzel del Ministero dei Consumatori di Monaco di Baviera, ovvero che per alcuni animali l’anestetizzazione finora adottata con proiettili captivi è semplicemente insufficiente. In questo contesto Klaus Troeger dell’Istituto Federale di Ricerca per la Carne a Kulmbach dice: Prima del decreto UE del gennaio 2001, vale a dire prima del divieto dell’uso del coltello per macellare, i «problemi causati da proiettili captivi non posizionati correttamente sono stati nascosti».